LA VILLA RUSTICA

Nella villa rustica vi erano due corti (cortes), una interna, l'altra esterna, e in ciascuna una vasca (piscina); la vasca della corte interna serviva per abbeverare gli animali, l'altra, per alcune operazioni agricole come macerar cuoio, lupini, ecc. Attorno alla prima delle due corti sorgevano le costruzioni in muratura e formavano, tutte insieme, la villa rustica in senso più ristretto: cioè, la parte della fattoria dove abitavano i servi. Ne era il centro una spaziosa cucina (culina): giacché nella fattoria la cucina non è, come in città, la stanza in cui i cuochi attendono alla loro arte, ma luogo di riunione e di lavoro. Vicino alla cucina, in modo da poter usufruire del suo calore, erano le stanze da bagno per i servi, la cantina, le stalle dei buoi (bulina) e dei cavalli (equilia); se vi era posto, anche il pollaio, ciò per la credenza che il fumo fosse salutare al pollame. Lontani dalla cucina e possibilmente rivolti verso nord erano, invece, quegli ambienti che, per la loro destinazione, richiedevano un luogo asciutto, come i granai (granaria), i seccatoi (horrea), le stanze in cui veniva conservata la frutta (oporothecae). I magazzini più esposti al pericolo dell'incendio potevano anche costituire un edificio (villa fructuaria) completamente separato dalla villa rustica. Adiacente alla villa rustica vi era l'aia; lì vicino sorgevano alcuni capannoni, come la rimessa dei carri agricoli (plaustra) o il nubiliarum, un luogo in cui riporre provvisoriamente il grano in caso di improvviso acquazzone. E' incerto dove abitassero i servi: sappiamo, però, che vi erano le stanze da letto (cellae familiares), l'ergastulum, una specie di prigione in cui gli schiavi che scontavano una mancanza attendevano ai lavori più duri, e il valetudinarium per gli schiavi ammalati. Mancando la villa urbana, le stanze migliori venivano riservate al padrone.